domenica 26 luglio 2009

Senza Cura e senza amore! Parte 1

E' strano .
Perchè improvvisamente questo pensiero è giunto a mè perchè è esploso come un raggio nero in un mondo che conosce solo il bianco?
Il mio nome è Claudio Sacchi, e mi trovo in un paesino nella provincia di Parma, Noceto, è il 1981.
Mi trovavo in quel paese insieme ad altri 16 commilitoni, 15 soldati semplici ( guardie ) un cuoco, un comandante.
La nostra missione, era quella di fare la guardia per 15 giorni alla polveriera, io ero una delle guardie.
Il comandante era un sottotenente, Raciti il suo nome, siciliano della provincia di Catania, il cuoco, un certo Guglielmi di Roma, il resto tutto un misto di militari del Genio Pontieri di Legnago ( VR ) Il viaggio per arrivare a Noceto da Legnago, fu un viaggio tranquillo, la giornata era soleggiata e fresca, la colonna era composta da una Jeep e due camion, una volta arrivati i mezzi ci lasciarono in questo posto a noi sconosciuto, - ci si rivede tra quindici giorni - dissero e li vedemmo allontanarsi dietro una nube di polvere sollevata dagli stessi camion.
Noi “Guardie” ci guardiamo negli occhi e tutti ci vediamo pensierosi, preoccupati, che cosa ci aspetta ora? Ci conosciamo tutti, non solo siamo della stessa caserma ma pure della stessa compagnia, di scaglioni diversi si, ma della stessa compagnia, avevamo già fatto un campo insieme, ma questa volta la cosa era più seria, qui eravamo di guardia ad una polveriera, qui se qualcuno si avvicina troppo, si spara!!!
Ora bisognava pensare al al passaggio di consegne.
Mentre i comandanti si chiusero in ufficio, noi dovevamo sceglierci la branda e vesto che si trattava di letti a castello ovviamente trovare il compagno di branda, io problemi non ne avevo nel gruppo c'era Luca, Luca era mio compagno di branda pure in caserma, Luca era mio compaesano, un Luzzarese come me.
A Gennaro invece non interessa chi avere come compagno, lui entra in camerata e dice - n'dò sta a Luce?- Vede la branda in fondo a destra con a fianco la presa elettrica, va, mette lo zaino sulla branda in alto, Apre lo zaino e ne tira fuori una radio con musicassetta, attacca la spina e partono i Doors!
Il cuoco si mise nella prima branda, lui aveva orari diversi da noi guardie lui doveva alzarsi prima per le colazioni e tutto il resto
sistemò un poco le sue cose e si mise subito al lavoro.
La cucina era molto grande ben sei fuochi due forni due frigoriferi a due porte, insomma roba da lusso, su di una mensola una radio sintonizzata su Rc 29 una radio libera della zona di Viadana, che mi portava indietro nel tempo con i ricordi di casa mia.
Il cuoco aprì il frigorifero, all'interno cosce sottocosce e ali di pollo, prese due teglie le bagnò un poco con olio di semi, divise i pezzi di pollo tra le due teglie, senza cura, senza amore, mise le teglie in forno e accese la fiamma, chiuse il porello del forno e cominciò a riempire una pentola per scaldare acqua e cucinare degli spaghetti aglio e oglio.
- Cucini così il Pollo? - io chiesi la voce del Comandante Raciti - Tu come lo faresti il pollo arrosto? - - Con piu cura e piu amore - risposi - Togli quel pollo dal forno e fammi vedere - disse Raciti Tolsi le teglie dal forno lasciando il forno acceso, misi il pollo in una bacinella e lo lavai abbondantemente con acqua, scolai il Pollo e distesi ogni pezzo su di una tovaglia pulita, e con un burazzino lo asciugai per benePresi le teglie e misi abbondate olio Extravergine di Oliva, a quel punto apoggiai ogni singolo pezzo di pollo nella teglia massaggiando dolcemente ungendo in tutte le sue parti le cosce le sottocosce e le ali, accostado e selezionando i rispettivi pezzi, le cosce con le cosce, le sottocosce con le sottocosce le ali con le ali, tra un pezzi e l'altro un rametto di Rosmarino,Salato il tutto e in forno a 250 gradi.
Il Cuoco nel frattempo tritava l'aglio pe gli spaghetti, e gli chiesi se poteva tritarne un poco di più. dopo un poco di tempo tolsi le teglie dal forno l'oglio friggeva e la parte alta del pollo aveva già preso un bel colore, girai dolcemente il pollo pezzo per pezzo, presi l'aglio e lo sparsi on poco per le teglie, poi di nuovo in forno.
- ci vorrebbe un contorno - disse Raciti il cuoco prontamente rispose che avevamo della bella insalata fresca, e Raciti disse - Tu Sacchi che ne pensi dell'insalata di contorno? -
--flashback --
Mi rivedo piccolo 7/8 anni a Luzzara in quell'appartamento di via 25 Aprile dove passai l'infanzia.
Mia madre era lì in cucina, la vedevo versare il contenuto di una teglia dove aveva appena cucinato *pollo arrosto 1* all'interno di una tazza da caffelatte.
Che fai manmma? Perchè metti tutto loglio e il * taccato 2 * nella tazza?

** 1 ** a quei tempi a casa mia si mangiava spesso pollo, esattamente alette di pollo, a quei tempi solo mio padre lavorava e di fratelli eravamo in quattro, le alette di pollo eran considerati "scarti" e costavan poco, ma non erano come le vedete ora al supermercato, erano ancora piene di piume, e andavano Spennate e bruciate sul fornello, lacsiando quel dolce profumo di pollo strinato per tutta la casa.
** Taccato** il cosidetto taccato non è altro che il fondo che resta nella teglia dopo aver cucinato un arrosto. Specialmente nel pollo, codesto "Taccato" era causa di furibonde liti tra mè e mia sorella, quando tenero era gustoso mangiarlo con il pane ( a scarpetta ) quando duro sempre a scarpetta però prima bisognava intenerirlo grattando con uno spicco di mela.
- Questo lo metto da parte per quando faccio le patate arrosto, mettendo questo al posto dell'olio le patate vengono piu buone - rispose mia madre. --FINE flashback --
- Patate arrosto - risposi io.
- ben vada per le patate - rispose il comandante Raciti
Io e il cuoco ci mettemmo al lavoro sbucciando le patate, una volta sbucciate le tagliavamo in 4/6 pezzettoni e le metttevamo in una bull di plastica piena di acqua,
poi una volta terminato e lavato per bene le patate
Tolsi dal forno il pollo oramai pronto, lasciai il forno acceso, tolsi dalle teglie il pollo cotto sistemandolo in un altra teglia pulita, e coperto con un foglio di alluminio, scolai le patate e le asciugai per bene, le divisi tra le due teglie, mescolandole ben bene con l'olio e il grasso delle teglie, salai, pepai, e aggiunsi del rosmarino fresco, poi il tutto in forno a 200 gradi.
Ogni tanto le toglievo dal forno e le rigiravo, chiaccheravo con il cuoco, lui veniva dal Car di Roma dove in tre mesi gli avevano insegnato a cucinare, lui prima di allora non aveva mai messo mano ad un fornello chiaccherammo molto e sullo sfondo la radio ci faceva ascoltare la Patty.
è giunta l'ora di mangiare, il primo piatto son spaghetti all'aglio e oglio, poi il pollo con le patate, per il pollo e le patate ci fu un coro di ovazione, Raciti disse che il merito era mio, aggiunse che era ora che mi preparassi, era giunto il mio primo turno di guardia.
E cosi mi tornò in mente di esser un militare, un piccolo e semplice Militare.
Di regola la guardia iniziava alle 18, quando gli operai della polveriera finivano il lavoro e terminava alle 8 del mattino. Quel giorno non era come gli altri, quello era il primo giorno, quindi il turno di guardia iniziava prima, infatti prima di iniziare il turno dovevamo fare un giro di ispezione per conoscere il territorio, e il perimetro di guardia.

Maschere

Bologna 28 Agosto 2005 ore 17.30

Il Sole è ancora alto, a Bologna, si sentono solo le urla dei bambini che corrono su e giù dagli scivoli e dalle altalene,molta gente è ancora in ferie non si sentono nemmeno i soliti rumori d’automobili,è proprio una giornata tranquilla,pure il Reno lo è oggi la sua acqua brilla più del solito non sembra nemmeno il solito fiume. Tiziano, Ilare è un ragazzino tredicenne, uno di quei ragazzini con l’argento vivo addosso uno di quelli che i guai se li vanno a cercare in continuazione,deve sempre sperimentare tutto quello che gli passa per la mente, il classico tredicenne alto un pò più della media e con un po’ più di muscoli dei suoi coetanei….è per questo il bulletto della compagnia. Gironzolando per il parco Incontra la sua compagna di scuola Deanna tra loro c’è sempre stato del tenero, sono praticamente cresciuti insieme,vicini di casa…i genitori che si frequentano da sempre,così lasciano il parco per andare a farsi una camminata lungo il fiume”lì è più romantico” Contenti di vedersi dopo un estate passata ognuno con la propria famiglia,chi al mare e chi in montagna, iniziano a raccontarsi le loro avventure i loro giochi. Mentre Deanna ammirava gli stupendi riflessi del sole sull’acqua, scorge sotto un ponte qualcosa galleggiare, che assomiglia ad un corpo inerte e senza vita di un uomo: i due ragazzi avvicinandosi, si rendono conto che è proprio quello a cui avevano pensato,” un cadavere!” Spaventati e con il cuore in gola corrono a chiamare la aiuto.Arrivati sul posto, gli agenti del Coroner, dopo aver estratto il corpo con l’aiuto dei Vigili del Fuoco, guardano subito nelle tasche dello sfortunato per cercare qualche indizio sulle sue generalità. La polizia trovati i documenti, identifica il cadavere come Domenico Lelli, residente a Bologna in Via Zanardi 5.Nel portafogli trovano pure il bancomat e 400 € le prime indagini seguono subito la strada più facile e più “scontata” per dare un senso alla morte del Sig Lelli, annegamento, e visto che al momento non si è riscontrato nessun segno di violenza, si pensa certo il suicidio, sebbene non hanno trovato nessun biglietto nelle vicinanze,e così la polizia con al comando L’ispettore Santoro,decide di andare a visitare la residenza del defunto.

Santoro è un uomo sulla cinquantina alto un metro e settanta e ben piazzato con la muscolatura, barba folta brizzolata come i capelli,e occhiali spessi.”

Via Zanardi nonostante la stagione è piuttosto trafficata l’ispettore deve parcheggiare l’auto vicino ai cassonetti della spazzatura lasciando in macchina un collega,attraversa la strada e si trova davanti una fila di campanelli, l’ultimo in cima è quello del Dott. Lelli .Suona ma nessuno gli risponde,così chiede informazioni ad un passante che stava giusto uscendo dal portone.

-scusi lei vive Qui? -

-Si certo mi dica…-

-Cerco la famiglia Lelli -

-non conosco nessuna famiglia Lelli ma conosco il Dott .Lelli del quinto piano….è forse lui che cercate ? -

-si proprio lui lei non sa se ha de famigliari o dei parenti?-

-no non so, non lo conosco molto,buon giorno buona sera,nulla di più,perché è accaduto qualcosa?-

-Si è accaduta una disgrazia,e volevamo avvisare i famigliari-

-Mi dispiace non potervi essere d’aiuto qui nel palazzo lo conosciamo tutti molto poco è un tipo molto taciturno,non so neppure dirvi a chi vi possiate rivolgere per avere delle informazioni….ma che cosa è accaduto?-

- Il sig Lelli è morto lo abbiamo trovato sulla riva del Reno.-

L’ispettore Santoro chiede aiuto in centrale, gli servono informazioni sui famigliari del Prof . Lelli,ed un permesso per entrare nella sua abitazione.Bergamo 29 Agosto 2005 ore 8.00 In un Bar del centro Alberto Naselli lavora come cameriere: “celibe 40enne cinico, poltrone ma non privo di una sua onestà e di un profondo buon senso”, così verrebbe descritto da chiunque. Durante il servizio ai tavoli, scorge con la coda dell’occhio che per televisione il notiziario annuncia il ritrovamento del cadavere di un certo Domenico Lelli morto probabilmente suicida: solo a sentire quel nome, avverte un brivido attraversargli la schiena. E appena finito il servizio, si prende una settimana di ferie e con il primo treno,per raggiungere la città delle due torri.

Bologna 29 Agosto 2005 ore 18.00

Alberto si trova in Via Zanardi sotto casa del defunto Lelli e con la maestria di uno scassinatore grazie all’aiuto di un mazzetto di chiavistelli, riesce ad entrare nell’appartamento del quinto piano; appena varca la soglia, vede un appartamento tutto ordinato ammobiliato con mobili antichi, sui muri quadri del 700-800 e comunque tutto ben ordinato e pulito “forse anche troppo” si rende subito conto che in quell’appartamento avrebbe trovato sicuramente una serie d’indizi utili a sé.

Cercando e rovistando come un topo d’appartamento tra gli effetti personali del defunto, trova in un incavo tra due pareti divisorie un bellissimo bastone da sostegno intarsiato con

l’impugnatura insanguinata. Messo da parte l’oggetto in un sacco, decide di proseguire la sua ricerca battendo sui muri per cercare un eventuale stanza nascosta ma nulla di fatto, poi passa ai mobili della sala per poi passare nella camera da letto anche questa ammobiliata con mobili antichi, nel mentre si rende conto che comunque la sensazione in lui più ricorrente da quando è nell’appartamento è il disagio; stupendosi di sé stesso (evidentemente il cinismo in lui non era poi così radicato!), nell’armadio: tra i vestiti vede alla base dell’armadio una strana ascia di legno che alla prima occhiata sembra alquanto posticcia: la solleva con molta accuratezza e lì vi trova un doppiofondo dove al suo interno giace ben ripiegato un vestito verde. “E’ un costume rappresentante una Maschera del ‘600, completo di tutti i suoi accessori (grandi occhiali verdi, un berretto tondo, mantello color bottiglia bordato da preziose passamanerie giallo-oro, calze bianche e scarpe marroni).” Un insolito calore invade il viso del Naselli -E’ la prova che cercavo!!!- esclama tra sé e sé. -E’ il costume del Dottor Balanzone.- “Rappresentato nella Commedia Teatrale del tempo come un “omone” - giudice, notaio o farmacista - calvo e grasso, miope e balbuziente, ma molto scaltro e opportunista, ndr ”.

Nel frattempo presso l’Ospedale maggiore di Bologna l’ispettore Santoro si trova a dialogare con il Dott. Veronesi “il medico con il compito di effettuare l’autopsia al cadavere del Dott. Lelli.”

-Mi dica dottore …………..pensa di poter confermare un ipotesi di suicidio?-

-Non saprei Ispettore è ancora presto per avere dei risultati certi,ma sicuramente la morte non è causata da annegamento, visto che non è stata trovata la minima traccia di acqua nei polmoni ma è morto in seguito un trauma cranico, dovuto forse alla caduta dal ponte oppure la rottura della scatola cranica è dovuta a qualche altro oggetto ma mi servirà ancora qualche ora per poterle dare una risposta più precisa,….avete trovato i parenti per un eventuale riconoscimento?-

-No ancora no …..è strano dalle prime ricerche il sig. Lelli ci risulta morto nel XVIII secolo,eppure a me sembrava un po’ più fresco…non le sembra pure a lei dottore?-

V.-HA HA ,si in effetti…..da una prima analisi direi che è morto da circa 24 ore ma come promesso più tardi riuscirò ad essere più preciso.-

-si grazie dottore io intanto vado nell’appartamento del defunto,visto che finalmente mi è arrivato il permesso di entrarvi spero di trovare li qualche cosa per rintracciare i parenti,i media hanno già diffuso la notizia …ma ancora nessuno si è fatto vivo!! Arrivederci dottore -

- arrivederci mi farò sentire al più presto.-

L’ispettore accompagnato dai colleghi raggiunge L’appartamento di via Zanardi.

Appena entrati si accorge che qualcuno era già stato li prima di lui,Tutti i mobili con sportelli aperti e per terra una gran confusione di carte ed indumenti .

- qui la storia inizia a farsi interessante….nessuno conosce Lelli ma qualcuno è già venuto a fargli una visita…..Appuntato non toccate nulla e chiamate la scientifica -

-si signor ispettore -

Bologna 29 Agosto 2005 ore 24.30

Nel centrale quartiere di Via Manara a Bologna, un certo Sacchi, dopo una serata da amici, rientra nel suo appartamento nota subito dei strani rumori provenienti dalla cucina: un po’ timoroso si avvicina e, silenziosamente, e con un po’ di timore apre la porta. E Sorpreso, vede un uomo seduto dietro il tavolo che sta mangiando con appetito un’abbondante piatto di pasta: vestito con una corta giacchetta e calzoni attillati coperti di pezze romboidali di vari colori, porta un bastone alla cintura, una maschera nera agli occhi e un berrettone con una coda di coniglio ciondolante posta nell’estremità inferiore.

Sacchi sempre più stupito esclama:

-Arlecchino che ci fai tu qui?- (Arlecchino: maschera bergamasca, il suo nome deriva da Harlequin diavolo del Medioevo francese, ndr).

- Ciao Truffaldino – (Servo buffo e spensierato, è la maschera libera ed espressiva per eccellenza, che ha sempre avuto il ruolo di “ amalgamare ” tra le altre maschere, ndr) - quanto tempo…. Mi è venuta fame e mentre ti aspettavo mi sono permesso di cucinarmi un po’ di pasta…spero non ti dispiaccia ? -

-No certo che no - gli risponde Truffaldino con aria di chi proprio tranquillo e rilassato non è….

-Vuoi che ti scaldi qualcos’altro?-

-No, figurati…- e Truffaldino tirando un bel respiro gli chiede:

-Ne è passato di tempo dall’ultima volta, come ti va?-

-Fuori di galera per lo meno….. dai un’occhiata a questo!- porgendogli il Bastone trovato nell’appartamento del Lelli.

Truffaldino sorpreso e sempre più timoroso allunga la mano verso Arlecchino.

-E’ un bastone macchiato di sugo, e con ciò!?-

-Si macchiato di sugo d’essere umano! ah ah ah Il bastone appartiene a Balanzone ed anche il sangue……..Balanzone è morto!-

Truffaldino sentiva sempre di più crescere in lui un senso di sgomento e paura -Morto? Parli proprio di quel Balanzone?- gli chiede con voce tremolante.

-Si Mi sono informato sul quel nome - un certo Domenico Lelli - e ho scoperto che è “uno dei Balanzone più famosi del XVIII secolo”: ho trovato il suo costume nell’appartamento dove viveva, in un doppiofondo del guardaroba; sembra che sia proprio lui Balanzone anzi non c’è più alcun dubbio!- e con una calma piatta Arlecchino aggiunge: -qualcuno lo ha ucciso probabilmente con quel bastone e poi gettato nel fiume facendolo cadere con la testa sui sassi in modo da “mascherare” i segni causati dal bastone.-

- Qualcuno?? …….Un ladro?- Truffaldino non riusciva più a trattenere lo sgomento e l’agitazione.

-Un ladro che elimina Balanzone? Ah ah è ridicolo! E Poi perché gettarlo proprio nel fiume, rischiando di essere visto da qualcuno? Secondo te non sarebbe stato più semplice lasciarlo direttamente nel luogo dell’omicidio?-

-Si in effetti…….Ho sentito che dopo l’85 aveva lavorato per il governo, che sia un omicidio politico?- chiede Truffaldino con voce già più tranquilla (evidentemente la presenza di Arlecchino durante il racconto di questa terribile vicenda, la sentiva più come una sicurezza che come una minaccia).

-Forse o forse qualcuno sta’ eliminando le Maschere!!!-

Dopo aver pronunciato quella frase Arlecchino attendeva dal suo interlocutore una reazione di panico e agitazione estrema (conoscendo il soggetto), invece Truffaldino gli dice:- non credi di essere un po’ paranoico?-

-Paranoico? Paranoico dici? è questo che si dice di me in giro? Balanzone è stato al successo per parecchi anni, uno si fa molti nemici. A proposito, come sta’ il tuo amico Brighella?-

(Brighella: il servo furbo, in contrapposizione ad Arlecchino il servo sciocco. Il suo nome deriva da “briga” ossia maneggio, intrigo e veste spesso i panni dell’imbroglione e del ladro. Nato a Bergamo, il costume di Brighella era caratterizzato da una giacchetta bianca, mantellina e larghi calzoni sempre bianchi, berretto orlato di verde, mezza maschera nera. Al principio del Settecento s’ingentilisce: la giacca si apre davanti a un panciotto, l’una e l’altro con alamari verdi, appare un triplo colletto bianco e la barba sparisce lasciando il posto a grosse basette e piccoli baffi neri, ndr).

-Arlecchino non mi piace quello che stai insinuando. Brighella è un grande, se pensi di andare da lui a spaventarlo…- Truffaldino ora è un po’ scocciato.

-Nessuna insinuazione solo un’osservazione. Ad ogni modo volevo metterti in guardia nel caso qualcuno fosse a caccia di Maschere. Ora devo andare.-

-Dal tetto sbuchi direttamente a tre isolati da qui.-

-Si mi ricordo venivo qui spesso quando eravamo compagni.-

-Già bei tempi, anzi Arlecchino direi fantastici...Ma dove sono finiti?- Ora in Truffaldino nasce sempre di più la malinconia dei giorni passati.

-Il pubblico ci ha mollato! Ora ha nuove Maschere, Martufello, Verdone, Celentano, Costanzo, Il Cangurotto,il Gabibbo…Non ha più bisogno di noi.-

-E’ vero ormai siamo tornati tutti a fare dei normalissimi lavori! Di noi non si ricordano nemmeno a carnevale e nei Teatri fanno del Cabaret o dei Concerti, ma che ne è stato degli altri?- Almeno per una volta entrambi ora provano le stesse sensazioni: rabbia e nostalgia.

-Qualcuno l’ ho perso di vista ma qualcun altro ora lo vado a trovare, è molto importante che sappia. Ciao Truffaldino a presto.-

-Ciao e…fammi sapere Alberto mi raccomando.-

Bologna 30 Agosto 2005 ore 8.30

In una caffetteria del centro, una deliziosa cameriera serve ad un tavolo la colazione ad Alberto Naselli.

-Ehi complimenti signorina, che bel figurino…-

La cameriera sentendo quella frase rabbrividisce di colpo: infatti la fa tornare indietro con la mente di qualche anno.

Gira con indulgenza la testa per guardarlo in faccia, ma il viso dell’uomo non le dice proprio nulla. ma quella frase la fa tornare indietro con la memoria.

Milano 15 Gennaio 1990

In una fredda serata d’inverno al Teatro La Scala di Milano è appena finita una recita di maschere e Colombina (Servetta astuta, arguta e traditrice, all’apparenza sembra ingenua, ma in realtà è maliziosa; vestita di rosso con crocette azzurre, maniche orlate di bianco, grembiule, colletto e calze pure bianche e scarpe nere; personaggio di spiccata allegria della Commedia dell’ Arte del ‘500, ndr) sente bussare alla porta del suo camerino.

-Avanti!- risponde Colombina mentre si sta svestendo dietro il paravento.

-Ehi complimenti che bel figurino signorina …-

-Arlecchino ancora tu, non hai altro da fare?- Gli risponde Colombina scocciata.

-Fare? Come non hai altro da fare? Sai bene cosa vorrei fare: visto che tu lo fai un po’ con tutti, perché non lo fai anche con me?- Arlecchino è particolarmente allegro e puntiglioso con lei, adora stuzzicarla.

-Smettila con questa storia - gli risponde la giovane con fare indispettito - Sai che non sei il mio tipo e quindi gira al largo da me: è tardi e devo andare, non ho tempo da perdere con uno come te.-

Arlecchino, sentendosi per l’ennesima volta respinto, senza nemmeno pensarci due volte, salta addosso a Colombina; lei cerca di resistergli il più possibile, con graffi, urla e calci, ma Arlecchino, balordo più che mai, vista la sua maggiore forza fisica, riesce a bloccarle braccia e gambe e, senza nessun ripensamento, la violenta.

In quel preciso istante, la ragazza sente una voce famigliare arrivare dal corridoio.

-Co Co Colombina sei pronta? Gli altri ti stanno aspettando...-

-E’ Balanzone - pensa Colombina (la sua balbuzie è sempre inconfondibile). Non ricevendo risposta, Balanzone decide di entrare nel camerino di Colombina: vedendo quello che stava succedendo, afferra Arlecchino per i capelli.

-Br br br brutto ba ba ba bastardo fermati!- Gli occhi di Balanzone sono iniettati di sangue (è sempre stato molto possessivo nei confronti di quella ragazza).

-Ba Ba Balanzone aspetta - gli risponde Arlecchino con fare scherzoso -Era le le lei che ne aveva vo vo voglia.-

Balanzone vista la situazione e sentitosi preso in giro, capisce subito che doveva fare qualcosa: -Ti me me meriti una bella le le lezione!- e così Balanzone tira fuori tutta la forza e l’agilità di un tempo e stende il suo “avversario”.

-Vattene figlio d’un cane e guai a te se ti ripesco accanto alla Mia Colombina!-

-Certo certo che me ne vado- gli risponde Arlecchino dolorante tenendosi lo stomaco - Ahhh…un attimo,si certo ho capito, ho capito tutto, ma sì certo come ha fatto a non pensarci prima…- Arlecchino si volta verso Balanzone e con il suo sguardo scanzonato e furbo aggiunge: -Come mai caro Balanzone sei sempre così premuroso nei confronti di questa orfanella? Non che per caso sei tu il suo paparino ? - Balanzone rimane senza fiato.

-Quindi eri tu l’amante segreto di sua madre “la Precedente Colombina”. E sei tu che lai sedotta e poi lasciata al suo destino, sei tu il padre di Questa Colombina.-

-V V Vattene non voglio più vederti da da queste parti.-

E Arlecchino sanguinante se ne va’.

Colombina aggiustandosi un poco guarda balanzone con sguardo sorpreso ….stupito…..e con un filo di voce chiede a Balanzone….

-E’ vero quello che dice Arlecchino? Saresti tu mio padre?-

Colombina non sapeva più come comportarsi: se piangere e disperarsi per quello che gli aveva appena fatto o detto Arlecchino. Balanzone riprendendo fiato risponde a Colombina visibilmente commosso.

-Si ca ca cara sono io tuo pa pa padre: io e tua ma ma madre ci amavamo mo mo molto ma io, qua qua quando lei rimase in in incinta di te, ero spo spo sposato e non ebbi il co co coraggio di abbandonare la mia fa fa famiglia; qua qua quando poi divorziai, tu tu tua madre si era già fa fa fatta un’altra vita co co con un altro.-

Colombina sentendo quel racconto capsce molte cose: tutte le volte, infatti, che qualcuno cercava di importunarla o voleva farle del male in un qualsiasi modo, Balanzone era sempre lì ad aiutarla e consigliarla. Tutto sommato dentro di lei lo aveva sempre considerato un padre.

-Ma perché mia madre me lo ha sempre tenuto nascosto? Nemmeno sul letto di morte mi accennò qualcosa!-

Balanzone sempre più commosso le risponde:-Ca ca cara figlia mi mi mia, non vo vo voleva farti so so soffrire. Prima di mo mo morire mi fece pro pro promettere che te lo avrei de de detto solo se ti fo fo fossi trovata in di di difficoltà.Vo vo voleva che ti se se sentissi co co comunque pro pro protetta da qua qua qualcuno della tua fa fa famiglia!-

Colombina lo guardò negli occhi e lo abbracciò.


Bologna 30 Agosto 2005 ore 9,30


Colombina ora ricordava benissimo dove aveva già sentito quella voce:

-Arlecchino brutto bastardo, finalmente ti vedo in faccia, che cosa vuoi? che ci fai qui?-

-Non ti scaldare Colombina, sono qui in pace.-le risponde con uno di quei sorrisi che simpatici non sono.

-In pace? Io la pace l’ho persa quella sera ti ricordi vero?…che cosa cavolo vuoi da me dopo così tanto tempo?-

Colombina non riusciva a tenere ferme le sue mani, stava tremando.

-Volevo solo dirti che da ieri mattina sei rimasta orfana pure di padre e di stare attenta che chi lo ha ammazzato potrebbe ammazzarci entrambi, visto che non ho ancora capito bene le sue intenzioni.- Arlecchino non dava segno di alcuna emozione, il suo sorriso era quello di sempre.

-Balanzone…Balanzone morto...ma che cosa stai dicendo?- Colombina non sapeva più cosa pensare.

-Domenico Lelli si faceva chiamare proprio come il primo grande Balanzone della storia.-

-E chi è stato?- gli chiede Colombina disperata.

-Non so ancora chi sia il nostro “amico”, al momento non mi sono ancora fatto un’idea sulla sua identità.-

-Sono sconvolta! Non so cosa pensare! Era una delle poche persone care che mi era rimasta. Ti prego siediti in quel tavolo laggiù, lì parleremo più tranquillamente, io arrivo subito devo andare a fare una telefonata.-

-Ai tuoi ordini mio bel figurino - Arlecchino spostandosi nell’altro tavolo si avvicina al bancone e ordina una -Bottiglia di buon vino rosso.-

Nel mentre Colombina corre a telefonare a casa

-Pronto Pier! Pier Sono io, sono al locale ti prego corri subito qui è successa una cosa orribile!- Una voce dall’altra parte dell’apparecchio risponde:- Oh oui, arrivo subito, ma tu cevca di stare calma ti pvego!- Nel giro di pochi minuti nel locale entra un uomo che corre da Colombina ad abbracciarla. -Che cos’è accaduto Nina? E chi è chi è questo signove? Non mi sembva di avevlo mai visto pvima d’ova.-

Le chiede Pier guardando Arlecchino.

-Oh Pier mio padre…mio padre è morto!-

-Movto? Ma come è successo? E il signove cosa centva in tutto questo? Vuoi divmi chi è?- Pier non sa più cosa pensare.

-Lui si chiama….A proposito com’è che ti chiami?- Chiede Colombina ad Arlecchino.

-Alberto, mi chiamo Alberto - Gli risponde Arlecchino scocciato.

-Alberto?…Alberto dice che lo hanno ucciso.-

Pier rivolgendosi ad Arlecchino -E lei chi è? Che le fa pensave che lo hanno ucciso?-

Arlecchino rivolgendosi a Colombina -E questa faccia da checca chi sarebbe?-

-E’ Pier, il mio compagno. Vuoi per favore essere più preciso? Come sai che hanno ucciso mio padre?-

-Tre settimane fà, a Napoli, durante una sparatoria tra bande rivali, è rimasto ucciso un certo Tiberio Fiorilli.

Questo nome mi ha ricordato l’interprete seicentesco della maschera che si chiama Scaramuccia. (Capitano di ventura è una maschera napoletana, indossa calzoni neri attillati, una lunga casacca dal bavero di pizzo bianco, il mantello e porta una lunga spada al fianco; ha origini nobili, è stato, infatti, educato da un re che lo aveva mandato a remare sulle galere così da forgiarne lo spirito e il fisico. Parlatore arguto, beffardo e mimo, ndr).

Ma fin lì tutto bene, non mi dava particolarmente da pensare questa notizia…Ma quando ieri ho sentito il nome di tuo padre nel notiziario radiofonico, ho cominciato a sospettare che qualcuno ha qualcosa contro noi maschere.potrei sbagliarmi ma vedi io non credo molto alle coincidenze.-

-E come mai dovvebbe avevcela con noi ?-Gli chiede Pier con insistenza.

-Ce l’ha con noi maschere, tu non centri un cavolo di niente Pier! Pier ????? PIER!!!!! Ha ha ha non sarai mica l’amico della luna ? Ha ha ha!- Arlecchino si fece una gran risata.

-Si sono io e adesso Ho capito chi sei tu, quindi vai avanti bastavdo cerca di finive il tuo vacconto e poi vattene alla svelta!-

-Ehi vacci piano con le parole checchina, io sono qui per pararvi il culo non lo dimenticare…il perché non lo so ma visto che io alle coincidenze non ci credo proprio, non ho altro da pensare.

ho trovato il suo bastone con l’impugnatura insanguinata, qualcuno ha voluto farmela trovare, penso pure questo….dimmi un po’ …..tuo padre ….amici? nemici? E poi che faceva per il governo?- Arlecchino iniziava ad assumere un tono un po’ offensivo.

-Per il governo dici? Non so di preciso, ma sicuramente centrava con i Servizi Segreti; in quanto agli amici e ai nemici… beh non so cosa dirti, non so chi frequentava di preciso!- Colombina cerca a tutti i costi di farsi forza e di rispondere in maniera misurata alle domandi insistenti di Arlecchino. Pier nello stesso tempo si volta verso Arlecchino dicendogli:- Pevché mai tu vovvesti salvavci il culo visto il cattivo sangue che ci accomuna? Che pvofitto ne tvai da tutto ciò?- Pier non ce la faceva proprio più di quel comportamento.

-Perché se si trova l’assassino - gli risponde Arlecchino - oltre a salvare il vostro salvo pure il mio...tutto chiaro? ora vado ci rivedremo presto mia cara Colombina, ti lascio il bastone ed il costume di tuo padre, potrà servirti un giorno per ricordarti di lui o per darlo ad un suo probabile erede. -Colombina rimane immobile,

-Mi sembrava strano infatti che tu avessi imparato un po’ di rispetto per le persone e per i loro sentimenti, ti ringrazio di questi doni!- Pier nel frattempo si è alzato e allungando il braccio, fa segno ad Arlecchino di andarsene; sempre con il sorriso sulle labbra, Arlecchino prende la via della porta e se ne và.

-Non posso cvedeve che tu cveda a tutto ciò che ti ha detto quello stvonzo?-

-Pier penso proprio che questa volta Arlecchino non mi abbia raccontato delle balle, questa è una situazione troppo seria; se non fosse così non sarebbe mai venuto a cercarmi. Ora chiedo un permesso al mio titolare perché voglio andare subito alla Polizia; ho bisogno di sapere con più precisione come e perché mio padre è morto. Ti prego Pier vieni con me.-

-Cevto che vengo con te, non potvei mai lasciavti sola in un momento simile -

Pier le stringe la mano con forza, sapeva benissimo che ora è lui l’unica persona su cui Colombina poteva contare.

Mentre si incamminano verso l’automobile, Colombina si ferma guarda il costume di Balanzone poi si gira verso Pier e gli dice con voce frastornata:

- Erede? Chi mai potrà più indossare questo costume? Oramai non gli frega più nulla a nessuno delle maschere? Chissà cosa voleva dire veramente Arlecchino. Comunque Pier pensandoci bene, è meglio che andiamo prima a prendere Isabella e poi andiamo alla Polizia.-

E così fecero.

Arrivarono presso la scuola elementare circa una mezz’ora più tardi,

Aspettano circa una decina di minuti e al suonare della campanella una marea di bambini si proietta fuori dalla scuola: -Isabella sono qui!- Urla Colombina alla figlia.

-Mamma mamma arrivo subito!- La bambina si ferma a parlare per qualche attimo con un amichetto, poi corre dalla madre a braccia aperte.

-Ciao piccolina come è andata oggi?-

-Ciao mammina, oggi tutto bene, ma tu che cosa hai? Hai pianto?- Isabella pur essendo molto piccola si accorgeva subito quando la madre stava male.

-Isabella, piccola mia, devo darti purtroppo una brutta notizia: vedi tuo nonno non c’è più, ci ha lasciati.- Colombina cerca di essere più chiara possibile con la figlia, pur avendo un nodo in gola.

A quelle parole Isabella inizia a piangere. Infatti pur non vedendolo spesso, la bambina è sempre stata molto affezionata al nonno Balanzone, che le portava sempre un giocattolo quando l’andava a trovare.

- ora ti devo portare a casa che poi dovrò andare alla polizia.-

Dopo aver accompagnato Isabella a casa Nina corre dalla Polizia dove la fanno parlare con l’ispettore Santoro.

- Quindi signora lei crede che il sig,Lelli non si sia suicidato, ma che invece sia stato ucciso…..-

- sì certo Arlecc.. bhe’ insomma un vecchio conoscente mi ha portato il bastone da sostegno di mio padre sporco di sangue.come se qualcuno lo avesse usato su di mio padre.-

S.- Suo padre? Il sig. Domenico suo padre? Lei non e’ una Lelli .mi risulta!-

Colombina allora spiega una strana storia .

-Vede Signor ispettore Domenico Lelli non era neppure il suo vero nome ma bensì un nome acquisito,vede signor ispettore,questo nome lo ereditò da un suo predecessore e cosi in futuro un altro ne potrà prendere il nome,senza aver bisogno di legami di sangue, ma solamente per portar avanti un antichissima tradizione,insomma signor ispettore le sembrerà strano ma mio padre era il Dottor Balanzone, la maschera Simbolo di questa città!

Vede noi maschere viviamo pure una vita normale anzi ultimamente solo quella, di tanto in tanto veniamo chiamate per delle recite in qualche teatro italiano o francese, poi scompariamo nuovamente in mezzo alla gente comune, tra di noi non ci conosciamo tutti, ma durante le recite è come se ci conoscessimo da sempre…….

Ebbene un mio vecchio conoscente che fino ad oggi conoscevo solo come Arlecchino mi è venuto a portare il costume di mio padre, ed il suo bastone sporco di sangue, e sostiene che sia stato ucciso da un maniaco o un serial Killer o qualcosa di simile,e che in precedenza abbia già ucciso a Napoli un’altra persona a noi nota come Scaramuccia. Ora Arlecchino sta’ ancora indagando lui Pensa che l’assassino ce l’abbia con noi Maschere.-

-Maschere ?Maschere? ma che storia e’ questa? E lei chi sarebbe ? -

- Colombina -

- mi sta’ prendendo in giro signorina? -

-lei crede ? lei crede proprio che io verrei qui a raccontarle delle favole…… HANNO UCCISO MIO PADRE E LEI DEVE FARE QUALCOSA !!!!!!! -

- Stia calma, stia calma , si metta nei miei panni ……..SIAMO NEL DUEMILAECINQUE ……SI PRESENTA A MÈ PARLANDO DI MASCHERE, E PRETENDE CHE IO LA STIA AD ASCOLTARE ???????

Comunque signorina proprio ora mi sono arrivate le risposte dell’autopsia e le devo dire che il Dott . Lelli o che dir si voglia, lo hanno veramente ucciso e che da questo momento le indagini sono ufficialmente aperte per omicidio……..Allora signorina cosa mi diceva delle maschere?…….. chi sarebbe questo scaramuccia?…….. E chi sarebbe Arlecchino? ………“oh mamma questa storia me la ricorderò per un pezzo!”-

Il giorno Dopo i giornali non parlano d’altro.

- E’ Morto il Dottor Balanzone!-

- Hanno ucciso La grande maschera Bolognese -

-E’ Morta a Bologna la Maschera che la rappresentava -

-Forse Domani i funerali di Domenico Lelli L’ultimo Balanzone della storia -


Arlecchino si trova ancora a Bologna davanti ad un giornale e soddisfatto dei titoli esclama”Cazzo ho mosso un bel casino,….forse e’ meglio così in questo modo non sarò più il solo a cercare l’assassino.”

Poi prende il cellulare e chiama un amico.

-Pronto Gennaro sono Alberto come va’?-

-Ciao Alberto qui tutto bene grazie, e lì al nord come và ? -

-Come al sud si muore ammazzati ! -

-ti riferisci a Balanzone ? Ho letto i giornali, ma che centra il sud ?-

- ho saputo che hanno ammazzato Scaramuccia da quelle parti…. -

- oh bhè Balanzone era una spia del governo e Scaramuccia un omme e merda non abbiamo perso molto.-

- per mè c’è qualcosa sotto dobbiamo stare attenti sospetto che qualcuno voglia farci fuori.-

-se vuoi ne possiamo parlare a quattrocchi dimmi solo dove -

- al funerale naturalmente. -

- In costume? -

-ha ha si perche’ no’ io da Arlecchino e tu da Pulcinella ci prenderanno per scemi.Ciao a presto.-

Alle sue spalle sente una voce

-e così ce lai fatta a muovere un po’ di casino credi ancora alla tua teoria -

- sì caro Sacchi ci credo ancora come credo ancora che il tuo amico Brighella sappia qualcosa a riguardo -

-Brighella non centra non insistere ,perché mai dovrebbe centrare in questa storia?-

- come non ricordi …….che fu’ proprio Balanzone ad accusare brighella d’aver posto fine ai contratti teatrali con le maschere…..non ricordi che proprio per quella storia ci siamo poi divisi tutti quanti? E non ricordi che causa quella storia Il Brighella è finito in Miseria?-

-Posso assicurarti che ti sbagli Brighella non è quello che pensi ,se le maschere hanno finito di esistere non e’ certo colpa di Brighella o di chicchessia è solo colpa del tempo in cui viviamo -

- pensala come credi ma avrei qualche domanda da fargli dove posso trovarlo? -

- se proprio ci tieni ….potrai vederlo al funerale. -

- a si a proposito io e Pulcinella verremo in costume. -

- si e’ una buona idea lo faremo pure noi! -

Intanto alla Polizia….

Il capo della polizia di Bologna Tiberio Timperi rivolgendosi all’ispettore Santoro.

TI.- MA CHE CAVOLO LE È SALTATO IN MENTE Santoro DI DIRE ALLA STAMPA TUTTE QUELLE FANDONIE SU QUEL CAZZO DI MASCHERE ORA SIAMO SULLA BOCCA DI TUTTI ORA TUTTI VOGLIONO UN ASSASSINO NON UN ASSASSINO QUALSIASI, MA L’UOMO CHE HA UCCISO LA LORO MASCHERA NON POTEVA FARE UN INDAGINE INDISCRETA FACENDO UNA DOMANDINA QUI UNA DOMANDINA LÀ……….. NÒ LEI NÒ !!

LEI ASCOLTA UNA BELLA SIGNORINA ED ANZICHÉ INDAGARE CHI CAZZO È STÀ SIGNORINA, MUOVE UN CASINO DELLA MALORA, ALLORA SI PUÒ SAPERE COME CAVOLO VUOLE PROCEDERE ORA?-

-Dunque adesso le spiego…..mi stò informando su una sparatoria avvenuta a Napoili nella quale è morto un certo Tiberio Fiorilli Voglio vedre se c,è qualche analogia con la morte del Lelli qui a Bologna,in piu’ mi stò informando su l’identita di un tizio di Bergamo che si dichiara essere Arlecchino sto’ aspettando risposte sia da Bergamo che da Napoili e…….-

Lo interrompe il capitano.

- Aspettando? ASPETTANDO? VOGLIO UNA RIPOSTA SU QUANTO STÀ ACCADENDO PRIMA DELL’USCITA DEI GIORNALI DI DOMANI INTESI? E ADESSO VADA VIA Santoro CHE A MOLTO DA LAVORARE!!!-

Napoli, nello stesso momento!

In una piazzetta giusto alle spalle della statua di Garibaldi c’è un mercatino permanente in quel
posto la gente è un poco losca c’è chi ti vuol rifilare il “pacco” chi cerca di sfilarti il portafogli ecc. in fondo alla piazzetta nei sotterranei un vecchia palazzina vi è nascosta una fabbrica di oggetti pirata “musicassette ,cd, videocassette , pellame” Gennaro, l’amico di Alberto lavora li! Gennaro e Alberto si conoscono da anni sono praticamente inseparabili,fin da quando le maschere
Smisero di lavorare i due se la spassavano alla grande, rubando mobili antichi nelle vecchie case di Napoli poi finirono pure in galera varie volte per svariate truffe ai danni di povere vecchiette e sventurati commercianti, insomma due poco di buono ben patentati.
Pensando alle parole di Alberto, a Gennaro gli ronzano tanti pensieri effettivamente qualche
tassello non combina bene con gli altri pensa che al che deve vedere al piu presto Alberto.
Gennaro, rivolgendosi al suo titolare…..
- Cesco scusa ma domani non posso venire al lavoro…devo andare ad un funerale.-
- UN funerale? E di chi?-
- Ti ricordi Balanzone?-
-Sì certo come potrei dimenticarlo mi aiutò molto quando abitavo a Venezia, io ero povero in
Canna e lui oltre i soldi delle recite si cuccava pure soldi dal governo,era innamoratissimo di Colombina,io lo aiutavo ad incontrarsi con lei di nascosto, a quei tempi era sposato,lui economicamente era sempre pronto ad aiutarmi…..si un vero amico…..prendi un biglietto in più ..al funerale verrò pure io.-
-Bene mi fa piacere, Alberto ed io andremo in costume,tu che fai?-
- in costume? …………..ma sì perché no sono anni che non indosso il costume di Pantalone,ma per Balanzone lo farò volentieri,-

Pantalone Maschera di origine veneziana, tipica della Commedia dell'Arte. Inizialmente il suo costume nero e rosso, caratterizzato dalle lunghe braghe, e la barba a pizzetto suggerivano la figura del tipico vecchio avaro e vizioso, autoritario e antiquato. La maschera subì una decisa metamorfosi nelle commedie di Goldoni, divenendo immagine del mercante borghese, operoso e rispettato; tuttavia, parallelamente alla crisi della classe borghese nella Venezia del Settecento,

anche nel repertorio goldoniano questa figura positiva era destinata a sclerotizzarsi, trasformandosi nel "rustego", moralista rigido e aggrappato al denaro quanto ai propri pregiudizi.”


Poco piu tardi a Bologna in via De’Fusari 9, presso l’Albergo al Cappello Rosso l’ispettore Santoro si

presenta all’albergatore.

- Buongiorno sono l’ispettore Santoro della polizia di Bologna mi servono informazioni su un certo Naselli Alberto che mi risulta alloggiare qui da voi-

-Naselli dice? Un attimo che guardo………Si certo è arrivato ieri sera a dormito qui questa

notte ed ha pagato una settimana anticipata,ma è da questa mattina che non lo vedo-

- A che ora è arrivato il Sig. Naselli ieri sera?-

-esattamente alle 23,30-

-potrebbe dirgli appena rientra di passare subito dal mio ufficio?-.

-si certo non mancherò-

L’ispettore, un poco dispiaciuto per non aver trovato il Naselli se ne và dall’albergo.

Appena uscito l’ispettore, l’albergatore prende in mano il telefono.

-Pronto…pronto…Alberto…Sono Magnus…..La Polizia è appena stata qui…..Ti stanno cercando-

In quel momento dalla porta d’ingresso si affaccia l’ispettore Santoro …e con un sorrisino….

-Quando verrà il Naselli nel mio ufficio veda di esserci pure lei ……arrivederci!!-

Alb-Alberto….l’ispettore mi ha appena beccato che ti chiamavo dice che vuole vederci entrambi al commissariato ma che cavolo hai combinato questa volta????-

-Ma Magnus non significa Maestro??? Mi sa che hai ancora molto da imparare he he he, ma non preoccuparti ..ti sembrerà strano ma questa volta sono dalla sua parte ti avviserò appena andrò da

Lui ciao e…dormi tranquillo -

-tranquillo? Tranquillo Un cavolo quando ci sei di mezzo tu si rischia sempre la galera..và bhè sappimi dire quando ci vai vedrò di esserci pure io …ma prima devi dirmi che devo dire…-

- allora non hai capito nulla stavolta sto dalla parte della giustizia.-

- si và bene mettiamola così …ma se hai in mente qualche buon colpo vedi di non tenermi

fuori. In quanto al Magnus è un nome che mi hanno affibbiato visto che mi piacciono i Fumetti e

Sono di Bologna!!-

-Stai Tranquillo ti dico che non c’è nulla di tutto questo, ciao ci si vede piu tardi-


Magnus Pseudonimo di Roberto Raviola (Bologna 1939-1996), autore di fumetti italiano. Conseguita la laurea in scenografia all'Accademia di belle arti, esordì come disegnatore dilettante di fumetti nel 1959 e professionalmente dal 1964 con "Kriminal", scritto da Luciano Secchi (noto con lo pseudonimo di Max Bunker). I due instaurarono un sodalizio che durò a lungo, creando insieme personaggi di successo quali Satanik (1964), Dennis Cobb (1965), Gesebel (1966), Maxmagnus (1968), Alan Ford (dal 1969 al 1986). Frattanto, Magnus disegnava anche fumetti completamente suoi: I Briganti (1973, pubblicato nel 1978), Lo Sconosciuto (1975), La Compagnia della Forca (1977), Milady (1980). Con Le 110 Pillole (1985) divenne uno dei riconosciuti maestri del fumetto erotico, confermandosi poi con Le Femmine Incantate (1989). Disegnò inoltre il lungo episodio di Tex Willer La valle del terrore, uscito postumo nel 1997. Il suo stile imitatissimo lo rese un autore fra i più rappresentativi del fumetto italiano; dopo la sua morte è considerato disegnatore di culto.”


Nina “Colombina” si trova a casa……….

La casa di Colombina non è altro che un appartamento al nono piano di un vecchio palazzo alla prima periferia di Bologna in compenso è piuttosto grande, l’ingresso è molto ampio lei lo usa come sala è l’unica sala in comune con Pier, infatti, sulla destra ti trovi due porte sono una la cucina e l’altra la camera da letto di Pier, di fronte tre porte le prime due a destra sono due bagni “uno di Pier e l’altro di colombina e sua figlia” l’altra porta è la cameretta d’Isabella, mentre sulla sinistra ci sono la cucina e la camera di colombina e sua figlia.

Tutto l’appartamento è arredato con mobili usati tutti raccolti in qualche mercatino o in qualche discarica,quindi il tutto senza uno stile ben definito,solitamente l’ingresso viene usato per vedersi la televisione o qualche DVD insieme.

- Pier l’ispettore mi ha chiesto di identificare il corpo di mio padre, devo proprio dirti che mi sono sentita male quando ho visto il corpo, e purtroppo era proprio lui. "Singhiozzando"Pier ora sono sola non ho piu nessuno prima mia Madre ora lui mi rimane solo Isabella e oltre tutto penso sia arrivata l’ora che Isabella sappia il resto-

P-non sei sola Nina, tu su di mè potvai sempve contavci ti stavò sempre vicino-

N-Pier devi pensare alla tua vita non puoi continuare a vivere in questo modo tu in Francia hai una famiglia hai degli amici e con il mestiere da Mimo riesci ancora a lavorare il tua passato da Pierrot ti è servito molto-


"Perrot La maschera più tarda, inventata verso il 1670, è quella di Pierrot, abbigliato con un ampio abito bianco a bottoni neri e un largo collare; in origine Pierrot era uno dei tanti servi sciocchi che si trasformò, nel corso degli anni, in un muto e malinconico sognatore."

Nina Rivolgendosi Dolcemente a sua figlia.....

-Isabella vieni qui che ti devo dire una cosa importante-

- Dimmi Mamma sono tuttorecchi-

-Ti devo dire che oggi dopo tanti anni ho visto tuo Padre-

- il Mio Papà?il mio Papà è qui? e dove è Mamma- risponde felice Isabella.

-dove sia in questo momento non lo so ma sicuramente lo vedrai al funerale del nono,quando da giovani lavoravamo insieme lui vestiva i panni di Arlecchino ma poi per tutti questi anni non lo vidi piu,lui infatti non sa neppure di avere una figlia-

Il giorno dopo........
A Bologna non si parla d'altro chi ha ucciso Balanzone chi mai può aver uccso la loro maschera?..e pensare che fino al giorno prima nessuno ne era neppure a conoscenza,nessuno ormai pensava alle maschere figuriamoci di Balanzone,eppure è proprio così forse il caldo dell'estate forse la noia ma ora tutti pensano a Balanzone,tutti piangono la sua mancanza.
intanto alla Polizia continuano le indagini.
-Pronto...Si Polizia di Bologna Dica........Si ...si...certo..un attimo prego.....Ispettore Santoro è per lei da Napoli

-Pronto si sono l'Ispettore Santoro dica pure!-
-Buongiorno Ispettore sono il commissario Monzalbino del Commissariato di Napoli mi è pervenuta una sua richiesta urgente per informazioni riguardanti il Sig.Tiberio Fiorilli,Ebbene il sig.Fiorilli é morto tre settimane or sono davanti ad un bar qui a Napoli,durante una sparatoria tra bande rivali Quella della famiglia Raffaele e quella del clan di Santa Clara,durante tale sparatoria un colpo d'arma da fuoco ha colpito il Sig.Fiorilli che stava casualmente seduto ad un tavolo del Bar,non ci fu nulla da fare morì subito,il proiettile lo prese in pieno petto.-
-chi sparò è stato poi arrestato?-
-No le due bande che ultimamente si stanno contendendo quella zona della Città si sono subito dileguati e naturalmente nessuno ha visto nulla-
-sa dirmi qualcosa del Sig.Fiorilli?-
- Si certo il Sig Fiorilli Aveva in tasca documenti falsi da vecchia data,dai nostri archivi risulta che anni fà faceva parte di un guppo Teatrale dalla *Commedia Dell'Arte* impersonando il personaggio di Scaramuccia poi dun tratto smise di recitere e si diede a lavori santuari muratore falegname e altri mestieri ma "per quanto ne sappiamo"nulla di fisso infatti girava spesso per l'italia montando Stand Fieristici,di piu non so dirle mai un arrest mai una multa,stiamo ora indagando sulla sua vera identità e perchè avesse quei documenti falsi-
S-Forse su questo potro essele d'aiuto io ora mi informo poi le saprò dire qualche cosa di più prciso,molte grazie commissario a presto-
-grazie a lei ispettore se avrà ancora bisogno mi chami pure direttamente-
Intanto all'ospedale maggiore di Bologna presso l'Obitorio si stà creando un immensa folla sembra che tutta la città voglia partecipare al funerale di Balanzone e in mezzo a quella folla un gruppo di persone in costume arrivata da tutta Italia: Da Bergamo Arlecchino,Brighella e Gioppino, da Napoli Pulcinella e Tartaglia, da Ferrara Graziano,Beppe Nappa dalla Sicilia,dalla Francia Pierrot, poi da Reggio Emilia Sandrone per rappresentare Siena ecco Clombina , Arlecchino e Cassandro,Per Venezia Pantalone,Capitan Fracassa e Stenterello da Firenze, Flavio Da Padova,Da Roma Meo Patacca e Rugantino dalla Calabria Coviello e Giangurgolo,da Asti Gianduia, Meneghino da Milano e poi ancora... CapitanSpaventa,Truffaldino,Mezzettino,Isabella,Giufà,Corallina,Trivellino,Leandro,Flaminia.
Piu che un funerale sembrerebbe una festa di carnevale,se non fosse che non ci son stelle filanti e grida festose ma tante maschere in fila con una fascia nera al braccio sinistro.
Con d'avanti una banda musicale con dietro il prete e la Bara portata a spalla da Sandrone,Tartaglia,Giangurgolo,Cassandro,Meneghino,e da Flavio, poi tutte le altre maschere,inizia cosi il funerale,la lunga camminata che attraversa la città per accompagnare la salma verso il cimitero.
-Allora Gennaro cosa ne pensi di questa storia?-
-Che penso?...penso proprio che qualcosa non quadra,vedi Alberto.....Scaramuccia è stato ucciso accidentalmente da degli affigliati del clan di Santa Clara....e quello che mi fà pensare è il fatto che quella gente non ha mai sbagliato un bersaglio non hanno mai ucciso un innocente-
-vorresti dire che è stata tutta una farsa la sparatoria-
-si secondo mè è andata proprio cosi,ma mi chiedo perchè scomodare la camorra per uccidere Scaramuccia?-
-e....perchè uccidere Balanzone??-
Arlecchino si sente prendere la mano:
- Ciao io sono Isabella-
-sei un po piccola per essere una maschera-
-io non sono una maschera,ma la mia mamma si!-
-e chi è la tua mamma?-
-Colombina.......-Poi Sottovoce....Guardando Arlecchino
-Mamma dice che tu sei mio padre-
Urlando....A-CHE CAZZO DICE TUA MADRE????-
Tutti si girano e guardano arlecchino,e lui cammina avanti raggiungendo Colombina.
E Quasi bisbigliando...
-Che cavolo hai detto a tua figlia?-
-la verità naturalmente micca potevo dirgli che là portata la cicogna-
-Balle io non ho figli-
-eppure una c'è e se la guardi bene ti somiglia pure-
il viso di Arlecchino è minaccioso
-Tienila lontano IO NON HO FIGLI intesi??-
Poi se ne và alla ricerca di Brighella
-Ciao Arlecchino mi ha detto Sacchi che volevi parlarmi-
-Si volevo sapere che cosa è accaduto tra te e Balanzone-
-come tu sai io e Balanzone eravamo molto amici,spesso recitavamo insieme nei piccoli Teatri,e tutto andò bene fino a quando un giorno cominciò ad accusarmi di aver disdetto tutta una serie di contratti che avrebbero coinvolto tutte le maschere in giro per tutta l'Italia-
-ed era vero?-
-assolutamente no tantevvero che d'opo alcuni anni incontrai un produttore Teatrale che mi disse che a disdire quei contratti furono Scaramuccia e Balanzone,senza spiegarne mai il motivo-
-Scaramuccia e Balanzone........si va bene grazie volevo sapere solo questo-
-Signor Naselli BUONGIORNO! finalmenta riesco a trovarla-
-e lei chi sarebbe??-
- Santoro ispettore Santoro l'aspettavo nel mio ufficio -
-allora ci torni e aspetti-
-no quello che ho da dirle posso dirglelo pure qui...Sig. Naselli Alias Arlecchino Alias Roberto Noci, Ladro truffatore con svariati anni di galera-
-vedo che si è informato bene,cosa vuole da me non ho più conti in sospeso con la giustizia-
-e la violazione di domicilio dove la mette-
-Ripeto cosa vuole da me ??'-
-ho preso informazioni su Scaramuccia e su Balanzone di Scaramuccia mi manca il suo vero nome e di Balanzone i servizi...piu di tanto non dicono-
-Giovanni D'angelo-
-Prego?-
-Giovanni D'angelo il vero nome di Scaramuccia-
-e perchè aveva cambiato nome-
-noi maschere cambiamo tutti quanti in nostro nome di battesimo e prendiamo il nome dei vecchi attori della commedia dell'arte....Altro??-
-come le dicevo..i servizi piu di tanto non dicono-
-Quindi?-
-lei ha un amico.......che ci sà fare, mi faccia questo favore e io mi scordo la voilazione di domicilio,vede Arlecchino son prossimo alla pensione e questo caso voglio risolverlo al piu presto,sà tanto per non lasciare delle cose in sospeso.-
-non mi interessa quel cavolo di violazione il favore che mi chiede è interessante .....io lo faccio per me non lo faccio per lei comunque lo farò non si preoccupi.-

Santoro ha una strana senzazione…….
S-Arlecchino...lei ha paura si si lei ha proprio paura...ma di cosa ha paura??-
A-di morire Santoro, come tutti….. ci tengo alla mia pellaccia e prima risolviamo questo caso prima lei andrà in pensione e prima io dormirò sonni tranquilli-
Intanto il corteo funebre è arrivato al cimitero.

La banda musicale smette di suonare,Il sindaco della Città ricorda il Domenico Lelli Primo Grande balanzone della storia e ricorda di questo Balanzone che acquisendone il nome ,

ha fato si che pure l’ultimo grande Balanzone avesse lo stesso identico nome.

Colombina Piange Pierrot le fa coraggio Pure Isabella sta piangendo ma lei non pensa al nonno scomparso, pensa al padre che aveva aspettato tanto ed ora che finalmente lo aveva incontrato,si è accorta del Padre che non nutre il benché minimo interesse,non si aspettava di essere subito accettata con tanta feste dal padre,visti i racconti avuti di Arlecchino che le aveva anticipato la madre,ma non si aspettava nemmeno un disinteresse tale.

Nel frattempo Arlecchino si trova in mezzo alle maschere Che dopo aver ascoltato le parole del Sindaco e la benedizione del Prete “Rubando” i badili ai custodi del cimitero si accingevano a seppellire Balanzone.

Quando tutto finisce la gente a gruppi se ne và,e Arlecchino viene avvicinato dal Sindaco di Bologna…

-Scusi avrei una domanda da farle….-

-si mi dica pure sig. Sindaco-

-il comune di Bologna vorrebbe organizzare presso il Teatro una recita di Maschere in memoria Del dott. Balanzone,le sembrerebbe possibile la cosa? -

-Il nostro repertorio è molto vasto,quindi potremmo esser pronti a recitare in qualsiasi momento,naturalmente la sceneggiatura lascerà desiderare,e visto che in questo momento ci siamo praticamente tutti sarebbe una buona occasione-

-Bene Arlecchino Pensi a tutto lei da questo momento voi Maschere siete ospiti del comune


Il resto ..... non lo metto :D

Tanto per Cominciare

Tanto per cominciare, voglio metter su questo blog un racconton che ho scritto alcuni anni fà.
Una sorte di storia tratta da un idea di un fumetto di culto, Watchmen.
Un Watchmen all'italiana, utilizzando la maschere della commedia dell'arte " Arlecchino Pulcinella & c .
A seguito il racconto che stò scrivendo piano piano mano a mano che ho un po di tempo e voglia.
La storia che da il titolo a questo Blog Senza cura e senza amore.
Senza cura e senza amore, frase che siv ripeterà piu volte durante il racconto, frase che da pure senso al modo in cui scrivo tale racconto, cioè a brevi post giornalieri o settimanali, senza guardare la grammatica e le punteggiature, così tanto per scrivere, solo per raccontare un episodio, un Fatto, un Segreto, un segreto che risale al lontano 1981.