E' strano .
Perchè improvvisamente questo pensiero è giunto a mè perchè è esploso come un raggio nero in un mondo che conosce solo il bianco?
Il mio nome è Claudio Sacchi, e mi trovo in un paesino nella provincia di Parma, Noceto, è il 1981.
Mi trovavo in quel paese insieme ad altri 16 commilitoni, 15 soldati semplici ( guardie ) un cuoco, un comandante.
La nostra missione, era quella di fare la guardia per 15 giorni alla polveriera, io ero una delle guardie.
Il comandante era un sottotenente, Raciti il suo nome, siciliano della provincia di Catania, il cuoco, un certo Guglielmi di Roma, il resto tutto un misto di militari del Genio Pontieri di Legnago ( VR ) Il viaggio per arrivare a Noceto da Legnago, fu un viaggio tranquillo, la giornata era soleggiata e fresca, la colonna era composta da una Jeep e due camion, una volta arrivati i mezzi ci lasciarono in questo posto a noi sconosciuto, - ci si rivede tra quindici giorni - dissero e li vedemmo allontanarsi dietro una nube di polvere sollevata dagli stessi camion.
Noi “Guardie” ci guardiamo negli occhi e tutti ci vediamo pensierosi, preoccupati, che cosa ci aspetta ora? Ci conosciamo tutti, non solo siamo della stessa caserma ma pure della stessa compagnia, di scaglioni diversi si, ma della stessa compagnia, avevamo già fatto un campo insieme, ma questa volta la cosa era più seria, qui eravamo di guardia ad una polveriera, qui se qualcuno si avvicina troppo, si spara!!!
Ora bisognava pensare al al passaggio di consegne.
Mentre i comandanti si chiusero in ufficio, noi dovevamo sceglierci la branda e vesto che si trattava di letti a castello ovviamente trovare il compagno di branda, io problemi non ne avevo nel gruppo c'era Luca, Luca era mio compagno di branda pure in caserma, Luca era mio compaesano, un Luzzarese come me.
A Gennaro invece non interessa chi avere come compagno, lui entra in camerata e dice - n'dò sta a Luce?- Vede la branda in fondo a destra con a fianco la presa elettrica, va, mette lo zaino sulla branda in alto, Apre lo zaino e ne tira fuori una radio con musicassetta, attacca la spina e partono i Doors!
Il cuoco si mise nella prima branda, lui aveva orari diversi da noi guardie lui doveva alzarsi prima per le colazioni e tutto il resto
sistemò un poco le sue cose e si mise subito al lavoro.
La cucina era molto grande ben sei fuochi due forni due frigoriferi a due porte, insomma roba da lusso, su di una mensola una radio sintonizzata su Rc 29 una radio libera della zona di Viadana, che mi portava indietro nel tempo con i ricordi di casa mia.
Il cuoco aprì il frigorifero, all'interno cosce sottocosce e ali di pollo, prese due teglie le bagnò un poco con olio di semi, divise i pezzi di pollo tra le due teglie, senza cura, senza amore, mise le teglie in forno e accese la fiamma, chiuse il porello del forno e cominciò a riempire una pentola per scaldare acqua e cucinare degli spaghetti aglio e oglio.
- Cucini così il Pollo? - io chiesi la voce del Comandante Raciti - Tu come lo faresti il pollo arrosto? - - Con piu cura e piu amore - risposi - Togli quel pollo dal forno e fammi vedere - disse Raciti Tolsi le teglie dal forno lasciando il forno acceso, misi il pollo in una bacinella e lo lavai abbondantemente con acqua, scolai il Pollo e distesi ogni pezzo su di una tovaglia pulita, e con un burazzino lo asciugai per benePresi le teglie e misi abbondate olio Extravergine di Oliva, a quel punto apoggiai ogni singolo pezzo di pollo nella teglia massaggiando dolcemente ungendo in tutte le sue parti le cosce le sottocosce e le ali, accostado e selezionando i rispettivi pezzi, le cosce con le cosce, le sottocosce con le sottocosce le ali con le ali, tra un pezzi e l'altro un rametto di Rosmarino,Salato il tutto e in forno a 250 gradi.
Il Cuoco nel frattempo tritava l'aglio pe gli spaghetti, e gli chiesi se poteva tritarne un poco di più. dopo un poco di tempo tolsi le teglie dal forno l'oglio friggeva e la parte alta del pollo aveva già preso un bel colore, girai dolcemente il pollo pezzo per pezzo, presi l'aglio e lo sparsi on poco per le teglie, poi di nuovo in forno.
- ci vorrebbe un contorno - disse Raciti il cuoco prontamente rispose che avevamo della bella insalata fresca, e Raciti disse - Tu Sacchi che ne pensi dell'insalata di contorno? -
--flashback --
Mi rivedo piccolo 7/8 anni a Luzzara in quell'appartamento di via 25 Aprile dove passai l'infanzia.
Mia madre era lì in cucina, la vedevo versare il contenuto di una teglia dove aveva appena cucinato *pollo arrosto 1* all'interno di una tazza da caffelatte.
Che fai manmma? Perchè metti tutto loglio e il * taccato 2 * nella tazza?
** 1 ** a quei tempi a casa mia si mangiava spesso pollo, esattamente alette di pollo, a quei tempi solo mio padre lavorava e di fratelli eravamo in quattro, le alette di pollo eran considerati "scarti" e costavan poco, ma non erano come le vedete ora al supermercato, erano ancora piene di piume, e andavano Spennate e bruciate sul fornello, lacsiando quel dolce profumo di pollo strinato per tutta la casa.
** Taccato** il cosidetto taccato non è altro che il fondo che resta nella teglia dopo aver cucinato un arrosto. Specialmente nel pollo, codesto "Taccato" era causa di furibonde liti tra mè e mia sorella, quando tenero era gustoso mangiarlo con il pane ( a scarpetta ) quando duro sempre a scarpetta però prima bisognava intenerirlo grattando con uno spicco di mela.
- Questo lo metto da parte per quando faccio le patate arrosto, mettendo questo al posto dell'olio le patate vengono piu buone - rispose mia madre. --FINE flashback --
- Patate arrosto - risposi io.
- ben vada per le patate - rispose il comandante Raciti
Io e il cuoco ci mettemmo al lavoro sbucciando le patate, una volta sbucciate le tagliavamo in 4/6 pezzettoni e le metttevamo in una bull di plastica piena di acqua,
poi una volta terminato e lavato per bene le patate
Tolsi dal forno il pollo oramai pronto, lasciai il forno acceso, tolsi dalle teglie il pollo cotto sistemandolo in un altra teglia pulita, e coperto con un foglio di alluminio, scolai le patate e le asciugai per bene, le divisi tra le due teglie, mescolandole ben bene con l'olio e il grasso delle teglie, salai, pepai, e aggiunsi del rosmarino fresco, poi il tutto in forno a 200 gradi.
Ogni tanto le toglievo dal forno e le rigiravo, chiaccheravo con il cuoco, lui veniva dal Car di Roma dove in tre mesi gli avevano insegnato a cucinare, lui prima di allora non aveva mai messo mano ad un fornello chiaccherammo molto e sullo sfondo la radio ci faceva ascoltare la Patty.
è giunta l'ora di mangiare, il primo piatto son spaghetti all'aglio e oglio, poi il pollo con le patate, per il pollo e le patate ci fu un coro di ovazione, Raciti disse che il merito era mio, aggiunse che era ora che mi preparassi, era giunto il mio primo turno di guardia.
E cosi mi tornò in mente di esser un militare, un piccolo e semplice Militare.
Di regola la guardia iniziava alle 18, quando gli operai della polveriera finivano il lavoro e terminava alle 8 del mattino. Quel giorno non era come gli altri, quello era il primo giorno, quindi il turno di guardia iniziava prima, infatti prima di iniziare il turno dovevamo fare un giro di ispezione per conoscere il territorio, e il perimetro di guardia.
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